Il buio in sala avvolge le poltrone rosse del teatro. La luce piena illumina il palco dove prova l’orchestra: 13 violini, 3 violoncelli, 1 piano a coda lunga, 1 viola e 1 contrabbasso si accordano e quando la bacchetta del direttore d’orchestra dà il “la” la magia ha inizio.




Ecco che nell’intervallo indistinto tra una nota e l’altra, in quello spazio-tempo che appare vuoto, l’energia si raccoglie per poi esplodere da tutti gli strumenti dell’orchestra creando – una nota dopo l’altra – il linguaggio più vicino all’anima.
Olga Karasso