Vivi con noi il set dello spot

Ciak

Siamo pronti, o quasi… Perché quando mancano pochi giorni all’inizio delle riprese niente è mai definito al 100%:  fa parte del gioco arrivare “col fiato corto”…
Presto inizieremo a girare.  E a raccontare per immagini,  e con un linguaggio più vicino al cinema che alla pubblicità, un altro giorno che passa e ricomincia al mattino successivo.
Un’altra storia da nord a sud della nostra Penisola che ha come protagonisti altre città, altre situazioni e gesti quotidiani,  comuni,  semplici,  ma densi di vita.
Seguici in questo viaggio italiano,  ogni giorno (o quasi),  in diretta,  per raccontare quello che accade sul set attraverso commenti,  curiosità,  immagini fotografiche,  filmati del backstage.

Un commento a “Vivi con noi il set dello spot”

  1. sergio doretti scrive:

    In un angolo di una libreria vi erano degli appunti.
    Non si trattava di un libro, ma degli scritti che potevano essere pubblicati.
    Dalla conservazione davano l’inpressione di appunti vecchi. Per curiosità gli ho letti.
    Si tratta di una storia italiana primi anni 90.
    Eccola:

    UNA STORIA ITALIAMA.
    Appunti di viaggio nel romanticismo del volontariato; Auser Filo d’Argento..

    Eravamo nei primi anni novanta, all’alba dell’inizio della nostra attività.di volontariato, in particolare relativo all’assistenza anziani.
    A me, era stato proposto di fare compagnia ad una Signora handicappata che aveva gli arti inferiori impediti e si moveva, a mezzo di una carrozzella, anche stando nella propria abitazione..
    Abitava nello stesso quartiere della nostra Associazione (Firenze- Quartiere cinque).

    Il mio compito era quello di farle compagnia, parlargli e leggerle alcuni brani di libri che teneva nella sua biblioteca; qualche altra volta portarle anche la spesa, ed eventualmente le medicine, due o tre volte la settimana in relazione alle sue esigenze.. Per quanto riguardava le cure mediche ed infermieristiche, relative al suo particolare caso, era coperta dal Servizio Medico Regionale e riceveva ,periodicamente, la visita di specialisti.
    Ciò premesso devo sottolinerare che questa Signora aveva un profondo senso di riconoscenza verso tutte le persone che prendevano cura di lei.
    Quindi anche il mio modesto servizio lo riteneva prezioso anche a livello psicologico.
    Avrebbe voluto quindi contribuire in denaro per i servizi che gli facevo. ma. ovviamente rifiutavo sempre data la mia appartenenza all’Associazione Auser Filodargento.
    Una volta, nel rimborsarmi il costo della spesa, mise da parte, oltre il costo della spesa, anche altre 8 monete da 100 lire (il costo di un caffè dell’epoca). Mi disse di prenderle e bere un caffè alla sua salute, al bar sotto-casa.
    Non mi sentivo di prendere un caffè da solo; chiesi alla Signora dove teneva la caffettiera ed il relativo caffè. Ne feci due: si presero insieme; fu un momento molto bello e significativo.

    Erano trascorsi circa quattro mesi da quando, per la prima volta, iniziai il mio servizio di volontariato presso la Signora Elvira.(questo era il suo nome)
    Era una Signora coraggiosa e lottava contro le varie forme della sua malattia.

    Io la vedevo sofferente però l’unico mio aiuto che potevo dare era quello psicologico cioè cercare di rendergli la vita meno amara.
    Infatti, in una telle tante mattine, mi recai dalla Signora per la consueta visita ed eventuale spesa; questa volta la vidi, oltre che sofferente, anche preoccupata perché aveva avuto una visita di uno specialista che gli aveva, fra l’altro, fissato un ricovero in Ospedale.
    Non mi fornì altri particolari; rimanemmo d’accordo che ci avrebbe fornito ulteriori informazioni sia per il ricovero che il luogo di degenza.
    Disse anche che voleva ricompensare la mia gentilezza e poiché sapeva che io non avrei accettato niente di materiale, chiese di darmi un bacio che accettai molto volentieri.
    Fu una esperienza molto bella.
    Ricordo ancora quel momento e lo porto dentro il mio cuore.
    Purtroppo la telefonata promessa non c’è più stata .
    Noi del Filodargento ci siamo successivamente interessati ma con esito negativo e purtroppo non abbiamo saputo più niente di Elvira.
    Mi è rimasto nel cuore questo bellissimo “”appunto di viaggio”” che lo conserverò nella mia memoria fra gli altri appunti significativi.
    sergio

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